La storia delle migrazioni nelle coste del centro e sud Italia rivelata dai teschi dell’antica Roma

Un team di antropologi delle università del North Carolina e della California ha analizzato vari teschi, datati tra il primo e il terzo secolo dopo Cristo, rinvenuti a Velia (a pochi km da Salerno), alla foce del Tevere e a Castel Malnome (nella periferia di Roma) svelando come le migrazioni abbiano ridefinito le popolazioni del centro e del sud Italia.

I rilievi sui crani mostrano che centinaia di anni dopo la conquista della maggior parte del mediterraneo da parte dell’impero romano le comunità costiere dell’Italia meridionale e centrale continuarono ad avere distinte differenze fisiche l’una all’altra (a Velia ad esempio viveva una comunità di origine greca) mentre non si può dire lo stesso della zona intorno a Roma stessa: il continuo flusso di schiavi liberati e manovali aveva reso la popolazione più eterogenea.

Ogni teschio è stato esaminato facendo misurazioni in corrispondenza di 25 punti differenti grazie ad una speciale penna elettronica (chiamata ‘digitizer’) che registra le coordinate di ogni punto: i dati raccolti hanno permesso di analizzare la forma secondo l’innovativo approccio della ‘morfometria geometrica’ – un campo di studio che caratterizza e valuta le forme biologiche.

Per approfondire

Archeologia: teschi dell’antica Roma svelano le migrazioni dalle quali ‘sono nati gli italiani’, 22 giugno 2017